• Edizioni di altri A.A.:
  • 2019/2020
  • 2020/2021
  • 2021/2022
  • 2022/2023
  • 2023/2024
  • 2024/2025
  • 2025/2026
  • 2026/2027

  • Lingua Insegnamento:
    ITALIANO 
  • Testi di riferimento:
    L'esame si prepara sulle dispense e sulle slide predisposte dal docente, disponibili sulla piattaforma di Ateneo https://fad.unich.it. I materiali sono resi disponibili progressivamente nel corso delle lezioni e restano accessibili per l'intero anno accademico. Il programma d'esame è il medesimo per frequentanti e non frequentanti. Ulteriori indicazioni bibliografiche relative ai singoli casi di studio sono contenute nelle dispense disponibili sulla piattaforma. Gli studenti in mobilità internazionale possono concordare con il docente un programma con materiali in lingua inglese. 
  • Obiettivi formativi:
    Gli obiettivi formativi dell'insegnamento di "Comunicazione e sicurezza sociale" sono di ordine teorico-generale, specialistico e pratico-applicativo. Il corso introduce alla conoscenza critica delle principali teorie della comunicazione interpersonale, mediale e online, assumendo come campo di applicazione specialistico la rappresentazione pubblica della devianza e del crimine.
    Per "sicurezza sociale" si intende qui non l'insieme delle politiche previdenziali e assistenziali, ma la dimensione socialmente costruita del sentimento di sicurezza: il modo in cui la percezione collettiva del rischio, della devianza e del crimine si forma nella comunicazione pubblica, e i rapporti — spesso divergenti — tra questa percezione e i dati sulla criminalità effettiva. Il corso si propone di rendere gli studenti capaci di analizzare tale processo di costruzione, riconoscendone gli attori, i meccanismi e gli effetti.
    Sul piano professionale, l'insegnamento fornisce gli strumenti analitici necessari a chi opererà in contesti — servizi sociali e territoriali, istituzioni della sicurezza, informazione, terzo settore, ricerca — nei quali la rappresentazione pubblica della devianza costituisce una condizione di lavoro, e non un elemento accessorio.
    Conoscenza e capacità di comprensione. Al termine dell'insegnamento gli studenti conoscono le principali teorie della comunicazione interpersonale, i paradigmi della media research, le trasformazioni della sfera pubblica nell'ecosistema mediale ibrido e i principali paradigmi interpretativi della devianza e del crimine, sapendone collocare la genesi storica e ricostruire i termini del dibattito attuale.
    Capacità di applicare conoscenza e comprensione. Gli studenti sanno applicare queste categorie all'analisi di materiali comunicativi concreti: riconoscere in un servizio giornalistico, in un programma di cronaca nera, in un podcast o in un prodotto seriale i meccanismi di framing, le strategie narrative, le fonti e i formati con cui è costruita la notizia criminale, e individuare gli effetti che ne derivano sulla percezione pubblica. Tale capacità è esercitata nella sezione laboratoriale del corso.
    Autonomia di giudizio. Gli studenti sanno interpretare il rapporto tra vecchi e nuovi media nell'attuale sistema mediale ibrido e valutare le implicazioni della comunicazione mediale della devianza e del crimine sulla riproduzione socio-culturale del mondo della vita. Sanno inoltre sviluppare considerazioni proprie, generali e specifiche, sugli argomenti del corso, connettendoli in prospettiva interdisciplinare, e distinguere l'analisi sociologica dei fenomeni dalla loro rappresentazione pubblica.
    Abilità comunicative. Gli studenti sanno esporre e argomentare i contenuti della disciplina impiegando con proprietà il lessico specialistico della sociologia della comunicazione e della devianza, e sanno presentare l'analisi di un caso in forma ordinata e sintetica, adeguando il registro a interlocutori specialisti e non specialisti.
    Capacità di apprendimento. Gli studenti dispongono degli strumenti per aggiornare autonomamente le proprie conoscenze in un ambito in rapida trasformazione, servendosi della letteratura scientifica, delle fonti statistiche sulla criminalità e della documentazione mediale, e possiedono le basi concettuali necessarie ad affrontare gli insegnamenti sociologici e criminologici degli anni successivi. 
  • Prerequisiti:
    L'insegnamento è collocato al primo semestre del primo anno ed è un'attività formativa di base: non richiede conoscenze preliminari specifiche e non sono previste propedeuticità. Gli argomenti sono introdotti a partire dai loro fondamenti, in modo che anche chi non ha alcuna formazione sociologica precedente possa conseguire i risultati di apprendimento attesi.
    Sono utili, ma non necessari, una buona capacità di lettura e comprensione di testi argomentativi, una conoscenza di base della lingua inglese per la consultazione di parte delle letture consigliate e la familiarità con l'uso della piattaforma di Ateneo, sulla quale sono resi disponibili tutti i materiali didattici. Giova inoltre, per la parte laboratoriale, un'attenzione abituale all'informazione quotidiana e ai formati mediali che trattano di cronaca e giustizia. 
  • Metodi didattici:
    L'insegnamento prevede 72 ore di didattica frontale, articolate in 36 lezioni da due ore, con tre lezioni settimanali: lunedì 9.00-11.00, martedì 9.00-11.00, giovedì 16.00-18.00. Le lezioni sono raggruppate in quattro moduli tematici, seguiti da una sezione laboratoriale conclusiva.
    Il corso ricorre a tre metodi didattici. Le lezioni frontali, che occupano la maggior parte del percorso, introducono le teorie, i paradigmi di ricerca e il lessico disciplinare, procedendo dalla ricostruzione storica degli approcci alla discussione della loro tenuta nel dibattito attuale. Gli incontri seminariali con studiosi ed esperti sono condotti in forma di dialogo con il docente e sono dedicati a questioni di frontiera tra sociologia e criminologia. I laboratori in aula su casi di studio, che impegnano un quarto delle lezioni complessive, sono dedicati all'analisi della rappresentazione mediatica di delitti e processi: gli studenti lavorano su materiali documentari — articoli di stampa, servizi televisivi, podcast, prodotti seriali — applicando le categorie introdotte nei moduli precedenti e restituendo in aula gli esiti dell'analisi.
    Tutti i materiali didattici — dispense, slide e dossier dei casi discussi — sono resi disponibili sulla piattaforma di Ateneo https://fad.unich.it progressivamente nel corso delle lezioni e restano accessibili per l'intero anno accademico.
    La frequenza non è obbligatoria ma è fortemente consigliata, in particolare per la sezione laboratoriale, la cui attività non è integralmente restituibile dai soli materiali scritti. Gli studenti che non possono frequentare dispongono degli stessi materiali sulla piattaforma, compresi i dossier dei casi discussi in aula, e sono invitati ad avvalersi dell'orario di ricevimento.
    Gli studenti con disabilità o con disturbi specifici dell'apprendimento sono invitati a contattare il docente e il Servizio di Ateneo competente per concordare gli strumenti compensativi e le misure dispensative previsti dalla normativa vigente. 
  • Modalità di verifica dell'apprendimento:
    La verifica si compone di una prova scritta obbligatoria e di una prova laboratoriale facoltativa.
    Prova scritta. L'esame si svolge in modalità informatizzata sulla piattaforma di Ateneo https://fad.unich.it e consiste in 50 domande a risposta multipla con una sola opzione corretta, vertenti sui contenuti dell'insegnamento. La durata è di 50 minuti e non è consentita la consultazione di testi o appunti. Ogni risposta corretta vale 0,6 punti; non sono previste penalizzazioni per le risposte errate o omesse. Il punteggio massimo è di 30/30 e la prova è superata con almeno 18/30, corrispondenti a 30 risposte corrette. Il superamento della prova scritta è condizione necessaria per la registrazione del voto.
    Prova laboratoriale. Nel corso del semestre è prevista una prova facoltativa consistente nell'esposizione alla classe di una ricerca originale, svolta in gruppo, su un caso di rappresentazione mediatica di crimini e processi. L'esposizione è valutata in trentesimi sulla base di quattro criteri: pertinenza e documentazione delle fonti, uso appropriato delle categorie analitiche introdotte nel corso, originalità dell'interpretazione, chiarezza ed efficacia dell'esposizione. Il voto è attribuito al gruppo e può essere modulato in ragione del contributo individuale, che ciascuno studente illustra nella parte di esposizione a sé assegnata.
    Composizione del voto. Per chi sostiene la prova laboratoriale, il voto finale risulta dalla media tra la prova scritta e la prova laboratoriale, a condizione che la prova scritta sia stata superata. L'esito della prova laboratoriale conserva validità per tutti gli appelli dell'anno accademico. Per chi non la sostiene, il voto finale coincide con quello della prova scritta.
    Studenti non frequentanti. Gli studenti che non possono partecipare alle attività laboratoriali possono accedere alla medesima valutazione presentando un elaborato individuale di analisi di un caso di rappresentazione mediatica di un crimine o di un processo, di 10.000-15.000 caratteri, da concordare con il docente e da consegnare almeno dieci giorni prima dell'appello. L'elaborato è valutato secondo gli stessi criteri e con lo stesso peso della prova laboratoriale ed è discusso brevemente in sede d'esame.
    Lode. La lode è attribuita a chi consegua il punteggio pieno e dimostri, nella prova laboratoriale o nell'elaborato individuale, una padronanza autonoma delle categorie del corso e una spiccata capacità di analisi.
    Corrispondenza con i risultati attesi. La prova scritta verifica la conoscenza e la capacità di comprensione; la prova laboratoriale e l'elaborato individuale verificano la capacità di applicare conoscenza e comprensione, l'autonomia di giudizio e le abilità comunicative. 
  • Obiettivi Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile:
    Questo insegnamento concorre alla realizzazione degli obiettivi ONU dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, con particolare riferimento ai seguenti.
    Obiettivo 16 – Pace, giustizia e istituzioni solide. È l'obiettivo cui l'insegnamento contribuisce in modo più diretto. Il corso analizza le definizioni sociali e giuridiche della devianza, le forme del controllo, le sanzioni e i processi di stigmatizzazione, e ricostruisce i principali paradigmi interpretativi del crimine (target 16.1 e 16.3). La sezione dedicata alla comunicazione online e la sezione laboratoriale sulla rappresentazione mediatica di delitti e processi affrontano inoltre le condizioni di un'informazione pubblica affidabile: il ruolo del giornalismo come gatekeeper, la disinformazione, le fake news e la "post-verità" (target 16.10).
    Obiettivo 10 – Ridurre le disuguaglianze. Il corso esamina i meccanismi comunicativi che producono e riproducono disuguaglianza: le teorie dell'etichettamento e della stigmatizzazione, la costruzione mediatica delle categorie devianti, l'hate speech e la polarizzazione del discorso pubblico, le disuguaglianze digitali nell'accesso e nelle competenze (target 10.2 e 10.3).
    Obiettivo 5 – Parità di genere. Il modulo sulla devianza e il crimine dedica spazio alle teorie femministe della devianza, e l'analisi laboratoriale della rappresentazione mediatica dei reati considera i modi in cui il racconto pubblico della violenza di genere ne condiziona la percezione collettiva (target 5.2).
    Obiettivo 4 – Istruzione di qualità. Attraverso l'esercizio dell'analisi critica dei materiali mediali, il corso concorre alla formazione delle competenze di media literacy necessarie a una cittadinanza consapevole (target 4.7). 
  • Altre Informazioni:
    Il ricevimento studenti, per chiarimenti e approfondimenti, si tiene il giovedì dalle 12.00 alle 15.00 presso il Dipartimento di Scienze Filosofiche, Pedagogiche e Sociali, Via dei Vestini 31, 66100 Chieti [stanza n. ...]. Nei periodi di sospensione della didattica il ricevimento si tiene su appuntamento. È possibile concordare un appuntamento, anche in modalità telematica, scrivendo a luca.corchia@unich.it.
    Gli avvisi relativi alle lezioni, ai materiali e agli appelli d'esame sono pubblicati sulla piattaforma di Ateneo https://fad.unich.it, che gli studenti sono invitati a consultare regolarmente.
    Gli studenti in mobilità internazionale (ERASMUS e programmi equivalenti) sono invitati a contattare il docente all'inizio del semestre per concordare il programma: sono disponibili materiali di studio in lingua inglese e l'esame può essere sostenuto in lingua inglese. 

Il corso introduce alla sociologia della comunicazione lungo le sue tre dimensioni — interpersonale, mediatica e online — e ne applica gli strumenti a un campo specifico: la rappresentazione pubblica della devianza e del crimine e le sue implicazioni per la percezione collettiva della sicurezza. Le lezioni sono articolate in quattro moduli, seguiti da una sezione laboratoriale.
Il primo modulo è dedicato alla comunicazione interpersonale, di cui sono trattati gli elementi fondamentali, le principali funzioni e le competenze di base degli interlocutori. Sono esaminati alcuni tra gli approcci teorici più significativi: quello "informazionale" di Shannon e Weaver, la teoria degli "atti linguistici" di Austin e Searle, l'approccio "pragmatico" della Scuola di Palo Alto e la teoria dell'"agire comunicativo" di Habermas. Sono quindi affrontati i casi di miscommunication e le caratteristiche e i contesti della comunicazione problematica: le patologie della comunicazione, la metacomunicazione come framing, le rappresentazioni, i fallimenti e le riparazioni.
Il secondo modulo allarga lo sguardo ai mezzi di comunicazione di massa — la stampa, la radio, la televisione — e ricostruisce lo sviluppo dei principali approcci di media research: l'ago ipodermico, i Payne Fund Studies, le variabili intervenienti, il flusso a due fasi, l'industria culturale, i Cultural Studies, l'agenda setting, la spirale del silenzio, la coltivazione e la teoria della sfera pubblica.
Il terzo modulo introduce la struttura e le dinamiche del cyberspazio e delle comunicazioni online, dal passaggio dal web 1.0 al web 4.0 e dalle comunità virtuali alla platform society. Ai concetti di "intelligenza collettiva" e "convergenza", che hanno segnato la prima fase degli studi sul nuovo ecosistema mediale ibrido, si sono venute affiancando prospettive più problematiche: le disuguaglianze digitali nell'accesso e nelle competenze, la tensione tra trasparenza e mercificazione dei big data, la frammentazione della sfera pubblica in meso-sfere semi-private, la formazione di echo chambers, la polarizzazione delle prese di posizione e la diffusione dell'hate speech, la crescita della disinformazione e della misinformazione, delle fake news e della "post-verità", l'erosione del modello di gatekeeper incarnato dal giornalismo.
Il quarto modulo tratta le diverse definizioni di ordine e normalità, diversità e devianza, norme sociali e giuridiche, forme di controllo, tipi di criminalità, sanzioni e pene, stigmatizzazione. I principali paradigmi interpretativi dei comportamenti devianti e criminali sono considerati nella loro collocazione storica e nel loro persistere e confrontarsi nel dibattito attuale; un approfondimento è dedicato all'analisi delle istituzioni totali di Erving Goffman. Il modulo mette inoltre in luce i nessi tra i modelli interpretativi di questi fenomeni, la loro rappresentazione pubblica e le forme della comunicazione mediatica: i film e le serie, i programmi televisivi e radiofonici di cronaca nera, la stampa e i podcast.
La sezione laboratoriale conclusiva, dedicata alla rappresentazione mediatica del crimine, applica le categorie dei quattro moduli all'analisi di casi di studio su delitti e processi di ampia risonanza pubblica. Il lavoro in aula esercita gli studenti a riconoscere i meccanismi di framing, le strategie narrative, le fonti e i formati con cui i media costruiscono la notizia criminale, e a valutarne gli effetti sulla percezione collettiva della sicurezza.

Lezione 1
Presentazione del corso di insegnamento

MODULO PRIMO — LA COMUNICAZIONE INTERPERSONALE
Lezioni 2-4 (6 ore)

Lezione 2 — Elementi e competenze della comunicazione
1. Gli elementi della comunicazione
• Sintassi, semantica e pragmatica
• Il modello trasmissivo e i suoi limiti esplicativi
• "È impossibile non comunicare"
• Un mondo significativo
• Codici e sottocodici
• Il modello triadico del segno di Charles Sanders Peirce
• Background knowledge e foreground knowledge
• La comunicazione felice
2. Le competenze comunicative
• Comunicazione numerica e comunicazione analogica
• Forme di comunicazione e tipi di competenze
• Le competenze verbali di base
• La comunicazione paraverbale
• La competenza cinesica, prossemica e aptica

Lezione 3 — Le funzioni della comunicazione
3. Le funzioni della comunicazione
• Comunicazione e metacomunicazione
• La teoria degli atti linguistici e i loro modi d'uso
• Simmetria e complementarità
• Consenso, conflitto, indifferenza
• La natura "contrattuale" della comunicazione
• Le relazioni pragmatico-formali dell'esperienza
• Agire comunicativo e pretese di validità
• Agire comunicativo e agire strategico

Lezione 4 — Patologie, framing e riparazioni
4. Le patologie della comunicazione
• Punteggiatura e discrepanze nella sequenza di eventi
• La comunicazione paradossale: il doppio legame
• Strategie di esternalizzazione dei conflitti nei rapporti complementari
• Retroazione negativa e calibrazione
• La miscommunication e i fattori linguistici che limitano la comprensione
5. La metacomunicazione come framing
• La definizione di inquadramento psicologico
• Il processo di "messa in chiave" (keying)
• I meccanismi di framing
6. Rappresentazioni, fallimenti e riparazioni
• La vita quotidiana come rappresentazione
• Dare per scontato e ripristinare il senso perduto

MODULO SECONDO — LA COMUNICAZIONE DEI MASS MEDIA
Lezioni 5-14 (20 ore)

Lezione 5 — Introduzione. Gli approcci di media research (1): l'ago ipodermico
• Il modello delle "5W" di Lasswell
• Linee di sviluppo storiche
• L'ago ipodermico: la teoria «mai esistita»?
• Excursus: il comportamentismo sociale
• Caso di studio 1: le origini della pubblicità di massa
• Caso di studio 2: le origini della propaganda politica

Lezione 6 — Gli approcci di media research (2): i Payne Fund Studies
• I Payne Fund Studies
• La ricerca di Herbert Blumer e Philip M. Hauser

Lezione 7 — Gli approcci di media research (3): le variabili intervenienti
• Le variabili intervenienti e i fattori di mediazione
• I fattori di mediazione rispetto al messaggio
• I fattori di mediazione rispetto al pubblico
• Il caso della "guerra dei mondi"

Lezione 8 — Gli approcci di media research (4): il flusso a due fasi
• Le reti sociali
• Il flusso a due fasi della comunicazione
• The People's Choice e Personal Influence
• Gli effetti tra rafforzamento e conversione

Lezione 9 — Gli approcci di media research (5): la teoria critica e l'industria culturale
• Storia della "Scuola di Francoforte"
• La dialettica dell'illuminismo
• L'industria culturale
• Teoria critica vs. teoria amministrativa?
• La critica di Habermas ai "vecchi maestri"

Lezione 10 — Gli approcci di media research (6): i Cultural Studies
• Il Centre for Contemporary Cultural Studies di Birmingham
• Encoding-decoding
• Letture egemoniche, negoziate e oppositive
• Le ricerche empiriche sul consumo culturale

Lezione 11 — Gli approcci di media research (7): l'agenda setting
• Media e costruzione sociale della realtà
• L'ipotesi sull'effetto di agenda setting
• Il disegno dell'indagine
• Due modelli di ricerca: aggregato e disaggregato
• Il ruolo dei fattori intermediari
• Il "secondo livello" dell'agenda setting: il framing

Lezione 12 — Gli approcci di media research (8): la spirale del silenzio
• Il last-minute swing
• La paura dell'isolamento e il conformismo
• La competenza quasi statistica
• Il ruolo dei mass media
• Le ricerche sulle elezioni politiche
• Critiche alla teoria di Noelle-Neumann

Lezione 13 — Gli approcci di media research (9): la coltivazione
• Il Cultural Indicators Program
• L'analisi del sistema dei messaggi
• L'analisi del sistema della coltivazione
• La ricerca sulla violenza (1967-1985)
• Principali rilievi critici

Lezione 14 — La teoria della sfera pubblica: Habermas
• La rilevanza del modello per gli studi comunicativi
• Le strutture della sfera pubblica politica
• Le funzioni della sfera pubblica politica
• Le precondizioni comunicative
• La sfera pubblica politica e i mass media

MODULO TERZO — LA COMUNICAZIONE ONLINE E I NUOVI MEDIA
Lezioni 15-20 (12 ore)

Lezione 15 — Breve storia di una rivoluzione tecnologica
• I computer e la digitalizzazione
• Interconnessioni in rete: dal web 1.0 al web 4.0
• Comunità virtuali e social network

Lezione 16 — Il cyberspazio come spazio del sapere
• Pierre Lévy: il computer e le reti
• L'"impatto" sociale della tecnologia?
• Il cyberspazio e la cybercultura
• L'intelligenza collettiva
• Legami sociali, identità e rappresentazione del sé
• E-learning ed educazione continua
• La cyberdemocrazia

Lezione 17 — Spazi, attori e relazioni del nuovo ecosistema mediale (1)
• La network society
• La cultura convergente
• I pubblici connessi e attivi
• Il sistema mediale ibrido
• La connective society

Lezione 18 — Spazi, attori e relazioni del nuovo ecosistema mediale (2)
• Gli influencer e le microcelebrity
• Le sottoculture della Gen Z
• Casi di studio

Lezione 19 — Gli effetti distorsivi della platform society
• La concentrazione del potere nelle Big Tech
• La datificazione della vita quotidiana tra mercificazione e controllo
• Il potere infrastrutturale e la colonizzazione del mondo della vita
• La frammentazione della sfera pubblica
• Il newsmaking e l'erosione del modello di gatekeeper
• Echo chambers, filter bubbles, polarizzazione
• Fake news, disinformazione e misinformazione, "post-verità"
• Gli scarti conoscitivi e il digital divide

Lezione 20 — I discorsi d'odio
• L'hate speech: problemi definitori
• La sfera pubblica digitale e l'online hate speech
• Portata e rilevazioni sul lessico politico
• Strategie di contrasto e prevenzione

MODULO QUARTO — LA DEVIANZA E IL CRIMINE
Lezioni 21-25 (10 ore)

Lezione 21 — I concetti sociologici
• Ordine e normalità
• Diversità e devianza
• Norme sociali e giuridiche
• Forme di controllo
• Forme di criminalità
• Sanzioni e pene
• La stigmatizzazione

Lezione 22 — I paradigmi interpretativi, le teorie e le ricerche sulla devianza e il crimine
• Teorie biologiche e psicologiche
• Teorie classiche e neoclassiche
• La Scuola di Chicago e le teorie ecologiche
• La teoria dell'associazione differenziale
• Teorie dell'anomia e della tensione
• Teorie subculturali della delinquenza e del crimine
• Teorie dell'etichettamento e tecniche di neutralizzazione
• Teorie del conflitto e radicali
• Teorie del controllo sociale e dell'apprendimento sociale
• Teorie femministe della devianza e del crimine
• Criminologie critiche e criminologie culturali
• Le teorie criminologiche integrate

Lezione 23 — Erving Goffman e le istituzioni totali
• I meccanismi dell'esclusione e della violenza
• Carriera morale e mortificazione del sé
• L'eredità di Asylums nel dibattito italiano
A partire da E. Goffman, Asylums. Le istituzioni totali: i meccanismi dell'esclusione e della violenza, con una postfazione di Franco Basaglia, Torino, Einaudi, 1968.
In collaborazione con la Prof.ssa Vanessa Russo

Lezione 24 — Incontro con l'esperto
• Criminologia e sociologia: questioni epistemologiche, metodologiche e fenomenologiche. Scientificità e utilità sociale delle teorie criminologiche
A partire da S. Curti, Criminologia e sociologia della devianza, Padova, Cedam, 2025.
In dialogo con Fabrizio Fornari e Andrea Antonilli

Lezione 25 — Incontro con l'esperto
• [tema] — [relatore]

SEZIONE LABORATORIALE — LA RAPPRESENTAZIONE MEDIATICA DEL CRIMINE: CASI DI STUDIO SU DELITTI E PROCESSI
Lezioni 26-34 (18 ore)

Lezione 26 — Introduzione al laboratorio: metodo e strumenti
• La costruzione della notizia criminale: fonti, valori-notizia, tempi del racconto
• La griglia di analisi: attori, frame, lessico, immagini, fonti
• Presentazione dei casi e formazione dei gruppi di lavoro

Lesson 27-34
Attività laboratoriale sui casi di studio

CONCLUSIONE
Lezioni 35-36 (4 ore)
Riepilogo del corso di insegnamento e preparazione all’esame.

Avvisi

Nessun elemento in evidenza

Eventi

Nessun elemento in evidenza

Documenti

Nessun documento in evidenza

Scopri cosa vuol dire essere dell'Ud'A

SEDE DI CHIETI
Via dei Vestini,31
Centralino 0871.3551

SEDE DI PESCARA
Viale Pindaro,42
Centralino 085.45371

email: info@unich.it
PEC: ateneo@pec.unich.it
Partita IVA 01335970693

icona Facebook   icona Twitter

icona Youtube   icona Instagram